“Non c’è che una stagione – scriveva Ennio Flaiano -  l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla”. L’estate è sempre meta di un viaggio. Che inizia ora, nel mese di maggio.

Quando tutto è suggerito e nulla ancora compiuto. L’estate è già nella prima luce dell’alba, nell’intenso profumo di fiori, nel tepore della sera. E’ nella libertà di indossare le tanto agognate t-shirt, vero e proprio antidoto al rigore invernale, ormai sbiadito ricordo.

L’estate inizia a Posillipo -  in greco Pausilypon il promontorio la cui vista mozzafiato “fa cessare qualsivoglia dolore” - a Baia30Remi e qui rimane eterna. E’ tutta in un semplice gesto: la scelta di un costume. Immediata più che meditata, una scelta di pancia e di cuore.

Perché il costume da uomo Procida, boxer con elastico, una tasca e slip in rete anallergica, colpisce al primo sguardo. Realizzato al cento per cento in chiffon microfibra Procida promette un nuovo un sogno che sa di caldo e di sale. Un sogno stuzzicante, ma soprattutto divertente, raccontato da ammiccanti pin-up in un continuo rincorrersi tra memoria e futuro.

Si sa: ogni estate evoca quelle precedenti e porta a corredo l’urgenza di riprendere un discorso sospeso a settembre. Con un entusiasmo del tutto inedito che la collezione firmata da Massimiliano Cappa ha saputo tradurre in forma, colore, suggestione. “ 'Na festa a Trentarem', 'o scur' è tutt blu, parlamm' chian chian. Tu t'e scurdat 'e me” canta Liberato, novella ma già seguitissima voce dell’anima partenopea. Nessuno può però scordarsi di mettere in valigia Procida.

Un costume indimenticabile. Perché, come sosteneva Camillo Boito, architetto nonché fratello maggiore del più noto Arrigo, solo i napoletani cavano l’arte dal sole.