Il gozzo, una barca che vanta una tradizione millenaria, un mezzo di mare che, nonostante la sua evoluzione nel tempo, non si è mai estinta.

Il gozzo nasce come barca in legno, introdotta nei nostri mari dagli Arabi, che ha una inconfondibile forma, dove la poppa è quasi uguale alla prua (la prua è leggermente più alta della poppa), caratterizzato da un tipico prolungamento che prende il nome di pernaccia.

Nel nostro paese i gozzi si distinguono in liguri e napoletani, suddivisi poi in puteolani, sorrentini, procidani.

I gozzi vengono dipinti in vari colori e decorati con disegni scaramantici, sono legati a sentimenti religiosi, infatti in testa alla prua viene posto un crocifisso e, spesso, i nomi dei gozzi sono dedicati ai santi di cui si porta sempre un'effigie a bordo.

Inizialmente il gozzo veniva mosso dalla forza impressa sui remi, ora sono muniti di motore.

La primaria utilizzazione del gozzo, fu quella di barca da lavoro per i pescatori, la sua forma era un giusto compromesso tra velocità e stabilità, tali da far tornare velocemente i pescatori dopo la pesca.

Oggi, dopo cent'anni di continue evoluzioni, il gozzo è passato dall'essere barca per i pescatori al divenire un natante chic, attraverso modifiche dello scafo e l'utilizzo del vetroresina al posto del legno, tali da dare più stabilità, robustezza e tenuta della velocità.

Una imbarcazione che coniuga alla perfezione raffinatezza e tradizione, riscoperta dagli amanti della nautica e che soddisfa molteplici esigenze di navigazione.